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SOCIETA’ ITALIANA DI MEDICINA GENERALE E DELLE CURE PRIMARIE

 

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Progetto ASCO

Prefazione
Il problema clinico “dolore cronico non oncologico (DCNO)” ha raggiunto proporzioni di assoluto rilievo in termini di sofferenza, disabilità, consumo di risorse sanitarie e sociali, impatto sui servizi di cure primarie e specialistiche. è attualmente un problema di salute pubblica considerato prioritario dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dalle Istituzioni Sanitarie Europee, dal Ministero della Salute italiano. Il quotidiano contatto con i pazienti, la percezione chiara della sofferenza, il rilevante carico di lavoro nella pratica clinica ha stimolato nell’Area del dolore e delle Cure palliative della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) l’avvio di numerose iniziative di approfondimento, necessarie per costruire una base di conoscenze utili come riferimento per processi di sviluppo professionale continuo che si pongano come obiettivo primario il miglioramento della qualità professionale da un lato, la salute e la qualità percepita dai cittadini dall’altro. Il documento di indirizzo sull’assistenza al paziente con DCNO in Medicina Generale rappresenta la sintesi di queste attività di analisi, ricerca, formazione, confronto. Attraverso una metodologia innovativa, descritta nelle sue diverse fasi nel documento, un ristretto gruppo di lavoro interdisciplinare ha elaborato una bozza che si è evoluta arricchendosi prima del contributo di un panel di esperti, rappresentanti di Società Scientifiche, di Associazioni di pazienti, di Istituzioni autorevoli, poi dell’esperienza di un gruppo di Medici di Medicina Generale che collaborano alle attività dell’Area. Il risultato è un documento che si propone di stimolare il dibattito nella comunità scientifica italiana delle cure primarie e specialistiche, indicando le aree critiche, ipotizzando strumenti e percorsi di miglioramento e le aree di approfondimento per ulteriori ricerche. Un punto di partenza quindi per nuovi progetti di ricerca, validazione, audit clinico e formazione. In una fase di difficoltà strutturale legata ai cambiamenti demografici ed epidemiologici, che richiede urgenti interventi di riorganizzazione, la Medicina Generale italiana conferma la propria capacità di proposta e la persistente tendenza a migliorare i propri standard di assistenza.

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