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  • A proposito di dolore: vocabolario (About Pain)

    DOLORE

    Una sgradevole esperienza sensoriale ed emozionale associata a un danno tissutale in atto o potenziale o descritta in termini di danno.

    Nota: L’incapacità di comunicarlo verbalmente non implica che un individuo non stia provando dolore e che non abbia bisogno di un’idonea terapia antidolorifica. Il dolore è sempre soggettivo. Ogni individuo apprende il significato del  termine attraverso le esperienze associate a una lesione durante i primi anni di vita. I biologi concordano con il fatto che gli stimoli che provocano dolore sono responsabili di danni tissutali. In accordo con quanto detto,  il dolore è quella esperienza che associamo a un danno tissutale in atto o potenziale.

    Si tratta senza dubbio di una sensazione in una o più parti del corpo ma  è sempre una sensazione sgradevole e quindi legato anche ad un’esperienza emotiva. Quelle esperienze che assomigliano al dolore ma che non sono sgradevoli, come le sensazioni di pizzicore e punzecchiamento, non dovrebbero essere chiamate dolore. Alcune esperienze anomale sgradevoli (disestesie) possono anche essere dolore ma non lo sono necessariamente  perché da un punto di vista soggettivo  possono non avere le qualità sensoriali tipiche del dolore. Molti riportano sensazioni di dolore in assenza di danno tissutale o di altre verosimili cause fisiopatologiche; questo solitamente si verifica per motivi psicologici. Generalmente non c’è modo di distinguere tali esperienze da quelle dovute a danno tissutale se consideriamo il resoconto soggettivo.  Se questi individui considerano la loro un’esperienza di dolore e la riportano nella stessa maniera del dolore causato da danno tissutale, tale esperienza dovrebbe essere accettata come dolore. Questa definizione evita di associare il dolore allo stimolo. L’attività indotta da uno stimolo nocivo nel nocicettore e nelle vie nocicettive non è  dolore,  che è sempre uno stato psicologico, anche se si può ben comprendere che il dolore più frequentemente ha una causa fisica primaria.

     

    INTENSITÀ DEL DOLORE

    L’organizzazione mondiale della sanità definisce 3 livelli di dolore: dolore lieve, moderato, severo o grave

     

    ALLODINIA*

    Dolore dovuto a uno stimolo che normalmente non provoca dolore.

    Nota: Lo stimolo provoca una risposta inaspettatamente dolorosa. Questo è un termine clinico che non implica un meccanismo. L’allodinia può verificarsi in seguito all’applicazione di diversi tipi di stimoli somatosensoriali su molti tessuti differenti.

    Il termine allodinia fu originariamente introdotto per differenziare l’iperalgesia dall’iperestesia, ossia la  condizione riscontrabile in pazienti con lesioni al sistema nervoso dove l’atto del toccare, la lieve pressione o il moderato refrigeramento o riscaldamento applicato a una cute apparentemente normale provocano dolore.  Allo significa “altro” in lingua greca ed è il prefisso che in medicina si utilizza comunemente per definire una condizione che diverge dalle normali aspettative.  Odynia deriva dalla parola greca “odune” o “odyne”, che viene impiegata in “pleurodinia” e “coccigodinia” ed ha un significato simile alla radice da cui derivano le parole che contengono il suffisso -algia o -algesia. Il termine Allodinia fu suggerito dopo molte discussioni con il Professor Paul Potter del Dipartimento di Storia della Medicina e della Scienza presso la  University of Western Ontario.

    Le parole “a una cute normale” furono impiegate nella definizione originale, ma vennero in seguito omesse per evitare che il termine allodinia venisse ritenuto applicabile solo al dolore riferito. Originariamente, inoltre, lo stimolo che provoca dolore veniva descritto come «non nocivo». Tuttavia, uno stimolo può essere nocivo in alcuni momenti e non esserlo in altri, come ad esempio quanto la cute è integra oppure quando è scottata dal sole, e anche i limiti della stimolazione nociva possono essere difficili da definire. Dal momento che la Commissione mirava a fornire termini per uso clinico, ha preferito evitare di definirli facendo riferimento a specifiche caratteristiche fisiche della stimolazione,  come ad esempio la pressione in kilopascal per centimetro quadrato. Inoltre, anche nel caso di  cute integra, vi è scarsa evidenza che, in un modo o nell’altro, un forte pizzicotto doloroso ad una persona normale provochi o meno un danno al tessuto. In accordo con quanto detto, si ritenne preferibile definire l’allodinia in termini di risposta a stimoli clinici puntualizzando che la risposta normale allo stimolo può quasi sempre essere testata in un altro punto del corpo, di solito in una parte corrispondente. L’allodinia viene inoltre riscontrata in quelle condizioni che possono portare ad un aumento della sensibilizzazione cutanea, come ad esempio la scottatura solare, l’infiammazione o il trauma.

    E’ importante riconoscere che l’allodinia comporta un cambiamento nella qualità di una sensazione, sia essa tattile,     termica o di altra natura. La modalità originaria della sensazione è normalmente non dolorosa, ma la risposta è dolorosa. Vi è  pertanto una perdita di specificità della modalità sensoriale. L’iperalgesia (vedi), invece, rappresenta un’aumentata risposta in una specifica modalità, appunto quella dolorosa.

    Per altre modalità sensoriali cutanee il termine iperestesia è  equivalente a iperalgesia, e come nel caso dell’iperalgesia la qualità non è alterata. Nell’allodinia la modalità di stimolo e la modalità di risposta sono diverse, a differenza di quanto accade nell’iperalgesia. Questa distinzione non deve essere messa in dubbio dal fatto che in certe circostanze allodinia e iperalgesia possano presentarsi sovrapposte quando si applicano stimoli come pressione e temperatura.

    Vedere anche le note relative a iperalgesia e iperpatia

     

    ANALGESIA

    Assenza di dolore in risposta ad una stimolazione che normalmente sarebbe dolorosa.

     

    Nota: Come per l’ allodinia (vedi), lo stimolo viene definito in base agli effetti soggettivi consueti.

     

    ANESTESIA DOLOROSA

    Dolore in un’area o regione insensibile

     

    CAUSALGIA

    Sindrome caratterizzata da dolore bruciante prolungato, allodinia e iperpatia secondaria ad una lesione traumatica dei nervi, spesso accompagnata da disfunzione vasomotoria e sudomotoria e modificazioni trofiche tardive.

    DOLORE CENTRALE

    Dolore iniziato o causato da una lesione primaria o da una disfunzione del sistema nervoso centrale.

     

    DOLORE PSICOGENO

    E’ la sensazione di dolore indotta da fattori di natura psicosomatica, riscontrabile maggiormente in soggetti con un carattere ansioso o instabile emotivamente che vivono situazione di stress.

     

    DOLORE EPISODICO INTENSO

    Il dolore episodico intenso è quella tipologia di dolore che si manifesta in pazienti con un dolore cronico di base relativamente ben controllato da una terapia analgesica somministrata ad orari fissi.

    Questo dolore è tipicamente organizzato da una rapida insorgenza (in genere tre minuti); è un dolore severo in intensità ed è generalmente autolimitante per un tempo di circa 30 min.

    Questi episodi hanno normalmente una frequenza variabile (1-4 volte al giorno). Da un punto di vista fisiopatologico si distinguono due gruppi di dolore episodico intenso:

    • dolore scatenato da movimento
    • dolore spontaneo in assenza di uno specifico fattore scatenante

     

    DOLORE MISTO

    Si parla di dolore misto quando sono presenti, contemporaneamente, le componenti del dolore nocicettivo e del dolore neuropatico. Ad esempio il dolore cronico oncologico, mal di schiena, alcune lombo sciatalgie e il dolore toracico.

     

    DOLORE ACUTO

    Quando il fenomeno doloroso esordisce improvvisamente ma è di natura transitoria, regredendo spontaneamente o a seguito di un adeguato trattamento. Questo dolore è provocato da una lesione definita che ha una intensità proporzionale allo stimolo che l’ha provacata. E’ ben localizzabile e svolge una funzione protettiva di “campanello d’allarme”.

     

    DOLORE CRONICO

    E’ il dolore che si presenta con una insorgenza lenta ma che si protrae nel tempo, per un periodo superiore ai tre mesi. Questa tipologia dio dolore è disgiunta dalla causa che lo ha provocato, la sua intensità non è proporzionale allo stimolo originale e non ha più alcuna funzione protettiva

     

    SISTEMA SOMATOSENSORIALE:

    Sistema responsabile della ricezione, trasmissione e riconoscimento degli stimoli sensoriali e/o dolorosi che colpiscono il nostro corpo

     

    DISESTESIA

    Una sensazione anomala sgradevole, sia spontanea che evocata.

    Nota: Confrontare con dolore e parestesia. Casi particolari di disestesia includono l’iperalgesia e l’allodinia. Una disestesia dovrebbe essere sempre sgradevole, mentre una parestesia non dovrebbe esserlo, sebbene sia riconosciuto che in situazioni borderline si possono incontrare alcune difficoltà nello stabilire se una sensazione sia gradevole o sgradevole. Dovrebbe sempre essere specificato se le sensazioni sono spontanee o evocate.

     

    IPERALGESIA*

    Aumentata risposta dolorosa a uno stimolo che normalmente provoca dolore.

     

    Nota: L’ iperalgesia riflette un aumento del dolore ad uno stimolo sopra la soglia dolorifica.

    Questo è un termine clinico e non implica un meccanismo. Per un dolore evocato da stimoli che non sono normalmente dolorosi si preferisce il termine allodinia, mentre il termine iperalgesia è più propriamente impiegato per i casi con un’aumentata risposta e in cui la soglia del dolore può essere normale o  aumentata come ad esempio in pazienti con neuropatia. Si deve inoltre considerare che, in presenza di allodii, stimolo e  risposta avvengono con modalità diverse, mentre nell’iperalgesia le modalità sono le stesse. Le evidenze attuali suggeriscono che l’iperalgesia sia  una conseguenza di una perturbazione del sistema nocicettivo con sensibilizzazione periferica o centrale o entrambe ma è importante distinguere tra il fenomeno clinico, enfatizzato da questa definizione, e la sua interpretazione, che può verisimilmente cambiare con il progredire delle conoscenze. L’iperalgesia può essere osservata dopo l’applicazione di vari tipi di stimoli somatosensoriali  a tessuti differenti.

    IPERESTESIA

    Aumentata sensibilità alla stimolazione, con l’esclusione dei sensi specifici.

    Nota:  Stimolo e sede dovrebbero essere specificati. L’ iperestesia può riferirsi a varie modalità di sensibilità cutanea, inclusa la sensazione tattile e termica senza dolore, così come accompagnate da dolore. Questo termine si usa per indicare sia una diminuzione della soglia, sia una risposta aumentata a stimoli riconosciuti come normali.

    Si consiglia di utilizzare il termine Allodinia per il dolore evocato da stimoli che non sono normalmente dolorosi. Il termine Iperestesia include sia l’allodinia che l’iperalgesia, ma i termini più specifici dovrebbero essere utilizzati ogni qualvolta sia possibile.

     

    IPERPATIA

    Una sindrome dolorosa caratterizzata da un’anomala reazione dolorosa ad uno stimolo, specialmente se ripetitivo, e da un innalzamento della soglia del dolore.

    Nota: Può verificarsi con allodinia, iperestesia, iperalgesia, o disestesia. Si possono presentare errata identificazione e localizzazione dello stimolo, ritardo, irradiazione, e sensazione postuma. Il dolore è spesso esplosivo nella manifestazione.

     

    IPOALGESIA

    Dolore attenuato in risposta a uno stimolo normalmente doloroso.

    Nota: L’ipoalgesia venne inizialmente definita come una diminuita sensibilità dolorifica in risposta a stimoli nocivi, diventando così un caso particolare di ipoestesia (vedi). Tuttavia adesso si riferisce soltanto al verificarsi di un dolore relativamente minore in risposta a stimoli che producono dolore. L’ipoestesia si riferisce a quelle condizioni di diminuzione della sensibilità in risposta a stimoli normalmente dolorosi.

    Le implicazioni di alcune delle definizioni sopra citate possono essere così riassunte:

    Allodinia abbassamento della soglia stimolo e risposta hanno modalità diverse
    Iperalgesia aumento della risposta stimolo e risposta hanno la stessa modalità
    Iperpatia innalzamento della soglia: aumento della risposta stimolo e risposta possono avere la stessa o una diversa modalità
    Ipoalgesia innalzamento della soglia: diminuzione della risposta stimolo e risposta hanno la stessa modalità

    Le caratteristiche essenziali delle definizioni riportate qui sopra non hanno una struttura rigida. Un abbassamento della soglia può verificarsi nell’allodinia ma non è una condizione necessaria. Inoltre non c’è nessuna definizione per indicare un abbassamento della soglia e una riduzione della risposta, nel caso si verificasse una tale condizione.

     

    IPOESTESIA

    Diminuita sensibilità agli stimoli, con esclusione dei sensi specifici.

    Nota: Stimolo e sede devono essere specificati

     

    NEVRALGIA

    Dolore nel territorio di distribuzione di uno o più nervi.

    Nota: Di uso comune, soprattutto in Europa, spesso sottintende una qualità parossistica, ma il termine nevralgia non dovrebbe essere riservato per le forme di dolore parossistiche.

     

    NEVRITE

    Infiammazione di uno o più nervi.

    Nota: Da non usare a meno che non si ritenga che sia presente un’infiammazione.

     

    DOLORE NEUROPATICO*

    Dolore causato da una lesione o da una patologia che interessa il sistema somatosensoriale.

    Nota: Il termine dolore neuropatico è una descrizione clinica (e non una diagnosi) che richiede la dimostrata presenza di una lesione o di una patologia in grado di soddisfare criteri diagnostici neurologici stabiliti. Il termine lesione viene generalmente usato quando test diagnostici (come imaging, esami  neurofisiologici, biopsie, esami di laboratorio) evidenziano un’anomalia o quando si è in presenza di un evento traumatico. Il termine patologia viene generalmente utilizzato quando la causa eziologica della lesione è conosciuta (ad esempio ictus, vasculite, diabete mellito, anomalie genetiche). Il termine somatosensoriale si riferisce alle informazioni riguardanti il corpo con  inclusi gli organi viscerali, piuttosto che alle informazioni che riguardano il mondo esterno (vista, udito o olfatto). La presenza di sintomi o segni (come ad es. il dolore evocato da uno stimolo tattile) non giustifica da sola l’utilizzo del termine neuropatico. Alcune patologie come la nevralgia del trigemino vengono definite in base al quadro clinico piuttosto che in seguito a test diagnostici obiettivi. La diagnosi di altre patologie come la nevralgia posterpetica si basa generalmente sui dati anamnestici.

    E’ frequente che i test diagnostici per il dolore neuropatico conducano a risultati inconcludenti ed inconsistenti. In tali circostanze è richiesto un giudizio clinico per ricondurre la totalità dei dati osservati in un paziente ad una sola diagnosi ipotetica  o ad un ristretto gruppo di diagnosi.

     DOLORE NEUROPATICO CENTRALE*

    Dolore causato da una lesione o dovuto ad una patologia del sistema somatosensoriale centrale.

    Vedi nota relativa al dolore neuropatico.

     

     DOLORE NEUROPATICO PERIFERICO*

    Dolore causato da una lesione o dovuto ad una patologia del sistema somatosensoriale periferico.

    Vedi nota realtiva al dolore neuropatico.

     

    NEUROPATIA*

    Disturbo funzionale o modificazione patologica di un nervo: mononeuropatia se interessa un solo nervo, mononeuropatia multipla se interessa più nervi, polineuropatia se diffusa e bilaterale.

    Nota: La nevrite (vedi) è un caso speciale di neuropatia e tale termine é attualmente applicato esclusivamente a processi infiammatori che interessano i nervi.

     

    NOCICEZIONE*

    Processo neurale di codifica di stimoli nocivi

    Nota: Le conseguenze di tale processo possono essere di tipo autonomico (come ad es. un aumento della pressione arteriosa) o comportamentale (riflesso motorio di allontanamento, o comportamento nocifensivo più complesso). Non implica necessariamente una sensazione di dolore.

     

    NEURONE NOCICETTIVO*

    Un neurone centrale o periferico del sistema somatosensoriale che è in grado di codificare stimoli nocivi.

     

    DOLORE NOCICETTIVO*

    Dolore che origina da un danno effettivo o potenziale a un tessuto non nervoso e dovuto all’attivazione     di nocicettori

    Nota: Tale termine si contrappone a quello di dolore neuropatico. Viene utilizzato per descrivere il dolore che si verifica in presenza di una integrità funzionale del sistema somatosensoriale a differenza del dolore neuropatico dove la funzionalità del sistema é anormale.

     

    STIMOLO NOCICETTIVO*

    Un evento effettivamente o potenzialmente dannoso per i tessuti, trasdotto e codificato da nocicettori.

     

    NOCICETTORE*

    Un recettore sensoriale del sistema somatosensoriale periferico ad alta soglia di stimolazione capace di trasdurre e codificare stimoli nocivi.

     

    STIMOLO NOCIVO*

    Uno stimolo dannoso o avente la capacità di danneggiare un tessuto normale.

     

    SOGLIA DEL DOLORE*

    La minima intensità di uno stimolo che viene percepito come doloroso.

    Nota: Tradizionalmente la soglia è stata definita, così come abbiamo qui sopra fatto noi, come l’intesità minima di uno stimolo che un soggetto percepisce come dolore. Ma più propriamente, la soglia del dolore è in realtà l’esperienza del paziente, mentre l’intensità misurata è un evento esterno. È pratica comune da parte della maggior parte dei ricercatori del settore quella di definire la soglia in termini di stimolo ma questo dovrebbe essere evitato. Tuttavia, lo stimolo che raggiunge la soglia  può essere identificato come tale e misurato. In psicofisica le soglie vengono definite come il livello al quale il 50% degli stimoli vengono riconosciuti. In tal caso, la soglia del dolore dovrebbe essere il livello al quale il 50% degli stimoli vengono riconosciuti come dolorosi. Lo stimolo non è dolore (vedi) e non può essere una misura del dolore.

     

    LIVELLO DI TOLLERANZA AL DOLORE*

    La massima intensità di uno stimolo doloroso che un soggetto è disposto a tollerare in una determinata situazione.

    Nota: Come nel caso della soglia del dolore, il livello di tolleranza al dolore è un’esperienza soggettiva. Gli stimoli che vengono normalmente misurati in relazione alla sua generazione sono gli stimoli del livello di tolleranza e non il vero e proprio livello. Si applica di conseguenza lo stesso ragionamento applicato alla soglia del dolore; il livello di tolleranza non è definito in  termini di stimolazione esterna.

     

    PARESTESIA

    Una sensazione anomala, sia spontanea che provocata.

    Nota: Confrontare con disestesia. Dopo un’estesa discussione, si é concordato di raccomandare il termine  parestesia  per descrivere una sensazione anomala ma non spiacevole e il termine disestesia  per descrivere una sensazione anomala considerata spiacevole. Non incontra favore  l’impiego del termine parestesia per descrivere sensazioni spontanee e l’impiego del termine disestesia per descrivere sensazioni evocate. Infatti, dal momento che la parestesia si riferisce a sensazioni anomale in generale potrebbe includere la disestesia ma non é vero il contrario. Il termine disestesia non include tutte le sensazioni anomale ma solo quelle che sono spiacevoli.

     

    SENSIBILIZZAZIONE*

    Aumentata capacità di risposta dei neuroni nocicettivi  a input normali e/o reclutamento di una risposta a input normalmente sotto-soglia.

    Nota: la sensibilizzazione può includere una caduta della soglia e un aumento della risposta sopra-soglia. Possono inoltre presentarsi scariche spontanee e aumenti nella dimensione del campo recettivo.

    Questo è un termine neurofisiologico che può essere applicato solo quando  sia gli input che gli output del sistema neurale in esame sono conosciuti, come ad esempio il controllo dello stimolo e la misura dell’evento neurale. Da un punto di vista clinico la sensibilizzazione può essere dedotta solo indirettamente da fenomeni come l’iperalgesia e l’allodinia.

     

    SENSIBILIZZAZIONE CENTRALE*

    Aumentata capacità di risposta dei neuroni nocicettivi del sistema nervoso centrale ad input afferenti normali o sotto-soglia. Nota: Vedi note relative a sensibilizzazione e neurone nocicettivo. Questo termine può includere una capacità di risposta aumentata dovuta a un’ alterata funzionalità dei sistemi di controllo endogeni del dolore. I neuroni periferici funzionano normalmente; i cambiamenti nella funzionalità avvengono solo nei neuroni centrali.

     

    SENSIBILIZZAZIONE PERIFERICA*

    Aumento della capacità di risposta e abbassamento della soglia dei neuroni nocicettivi periferici alla stimolazione dei loro campi ricettivi.

     

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